Settimo Torinese – Jobs Act: il futuro e’ adesso ?

Settimo Torinese – Jobs Act: il futuro e’ adesso ?

Grande successo per la serata organizzata dall’associazione Orizzonte Futuro sul tema “Jobs Act” a Settimo Torinese. Il merito va sicuramente ai due consiglieri comunali, Felice Scavone e Giorgio Chiarle, che hanno creduto nell’iniziativa, scommettendo che si possa ancora attirare i cittadini ad una serata dove si parla di temi d’attualità politica. Sicuramente è risultata vincente la scelta di Orizzonte Futuro di non presentare la solita passerella di politici e di mettere invece a disposizione della folta platea un ricco tavolo di tecnici che, in questi anni, hanno dimostrato sul campo di essere degli ottimi professionisti nel mercato del lavoro.

Durante l’incontro sono stati trasmessi 4 filmati, i quali hanno permesso di comprendere in che cosa consista la Riforma del Lavoro varata dal Governo Renzi, e soprattutto hanno sondato la percezione che ne hanno i cittadini e le associazioni datoriali (in particolare Unione industriale). Interessanti e molto puntuali gli interventi dei relatori. Franco Chiaramonte, direttore dell’Agenzia Piemonte Lavoro ha sottolineato come “oggi, a causa di una cattiva informazione, si pensi che sia impossibile trovare un posto di lavoro dopo averlo perso. Si tratta di un deficit comunicativo che ormai si è tramutato in una convinzione culturale. La realtà è un altra. Ci sono degli strumenti che la Regione Piemonte ha messo a punto in questi anni e che sono molto efficaci. Il principale è quello di aderire ai progetti di outplacement o di formazione concordata con una azienda. In questi casi si ricolloca più del 50% delle persone. Un risultato notevole contando che siamo in un periodo di crisi. In questo contesto sicuramente gli incentivi previsti dal Jobs Act possono essere utili”.

Gregorio Tito, direttore regionale dell’Inps in Piemonte si è soffermato invece sugli ammortizzatori sociali: “Il Jobs Act ha un grande merito, quello di far cambiare la prospettiva legata alle tutele sociali previsti dalla legge per chi perde il proprio lavoro. Negli anni della crisi molti lavoratori avevano vissuto le casse integrazioni come un ramo al quale aggrapparsi senza soluzione di continuità: una situazione che spesso li disincentivava a trovare un posto di lavoro. La riforma di Renzi cambia la prospettiva: l’ammortizzatore è sì un paracadute, ma non infinito: prima o poi si chiude. Da qui l’incentivo a scommettere su se stessi, a riscoprirsi, a riconvertirsi anche ad altri mestieri”. Roberto Vergnano consigliere dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro si è detto invece convinto che il Jobs Act “incentiverà le aziende ad uscire dal limite dei 15 dipendenti; il ridisegno del licenziamento per giusta causa offre sicuramente più tutele al datore di lavoro che quindi si sentirà più invogliato ad assumere”. Claudia Porchietto, commercialista e assessore regionale uscente al Lavoro, ha invece espresso alcuni dubbi sulla riforma: “Sicuramente è importante che il presidente del Consiglio si sia occupato in prima persona della Riforma del Lavoro, è la prima volta che capita e questo ha permesso alcune modifiche che altrimenti in un Paese come l’Italia non si sarebbero mai fatte. Restano però alcuni nodi preoccupanti: da un lato la difficoltà per gli imprenditori e i sindacti a convivere in aziende dove esisteranno lavoratori coperti da tutele aziendali differenti. Le relazioni e le trattative saranno complicate e si rischia di paralizzare le nostre imprese in infiniti ricorsi. Dall’altro lato c’è l’incognita della ripresa: se non arriveranno commesse consistenti per le nostre aziende la classe politica può continuare a fare le migliori leggi del mondo per governare il mercato del lavoro, ma non aumenterà l’occupazione”.

Marco Fontana, presidente dell’associazione, ha ricordato come “in una Italia, dove la fiducia nelle istituzioni e nei partiti sta colando a picco, sia fondamentale che i cittadini inizino di nuovo ad aggregarsi, portando il loro contributo personale e professionale. Oggi mancano i contenuti nel dibattito politico e soprattutto manca una corretta informazione che non venga tirata per la giacchetta a seconda della convenienza di questa o quella forza politica. Orizzonte Futuro, nel suo piccolo, si candida ad essere un antenna indipendente e apartitica per informare i cittadini e, raccolte anche le loro opinioni, vorrebbe fungere da pungolo per la classe politica piemontese. Il corpo elettorale deve comprendere che può e deve tornare ad influire nelle decisioni politiche. L’associazione è uno strumento ottimo per evitare di dividersi sulle ideologie, in un momento dove già ci pensano i talk show a mettere gli uni contro gli altri. L’obiettivo di Orizzonte futuro è troppo ambizioso? – secondo Fontana – No, perchè non si raggiungono grandi traguardi se si punta al ‘piano terra’”.

Al termine della sera il consigliere Felice Scavone ha lanciato la sfida: “A settembre ci rivedremo con Orizzonte Futuro per parlare di tasse. L’obiettivo è studiare insieme il tema e costruire delle proposte per rilanciare il nostro tessuto produttivo. Settimo storicamente ha ospitato grandi marchi è incredibile vedere come giorno dopo giorno si perdano pezzi consistenti della nostra tradizione manifatturiera. E’ l’ora di reagire”.

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